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Smart Specialisation Strategy

AL VIA LA QUARTA PIATTAFORMA DI RICERCA COLLABORATIVA PER LO STUDIO E LO SVILUPPO DI NUOVI MATERIALI ECOSOSTENIBILI E DI SOLUZIONI TECNOLOGICHE INNOVATIVE PER IL DEMANUFACTURING NELLE AREE COLPITE DAL SISMA

Un polo di eccellenza,  di assoluto riferimento a livello nazionale ed internazionale, per lo sviluppo di tecnologie innovative per la realizzazione ed il trattamento dei biomateriali derivanti da biomasse e dal riciclo di sostanze naturali e scarti originati dalla produzione agricola e dall’industria alimentare.

E’ questa la mission della quarta piattaforma tecnologica avviata da questa Amministrazione regionale - evidenzia Manuela Bora Assessora delle Attività produttive della Regione Marche - dopo quelle sulla robotica Industria 4.0, sulla domotica e sulla salute e benessere. Si tratta dei nostri “fiori all’occhiello” con cui la nuova politica di questo governo regionale ha inteso rafforzare le specializzazioni tecnologiche del nostro territorio. Per la prima volta la Regione Marche investe in piattaforme tecnologiche contribuendo con 21,7 milioni di euro alla realizzazione di un investimento complessivo in ricerca pari a 39 milioni di euro

Il programma di sviluppo di questa piattaforma, approvato con decreto n. 154 DEL 18 giugno 2020, è di lunga gittata e prevede la realizzazione  un importante laboratorio di ricerca applicata per materiali compositi innovativi denominato “Marche Applied Research Laboratory for Innovative Composites” (acronimo: MARLIC), che utilizzerà anche le infrastrutture degli organismi di ricerca e delle imprese coinvolte, proponendo soluzioni, strumenti e competenze al territorio regionale.

Questa infrastruttura di ricerca consentirà di sviluppare sistematicamente attività di analisi e sperimentazione, nonché di trasferimento tecnologico i cui risultati verranno messi a disposizione delle aziende marchigiane, attraverso attività dimostrative su scaling up e messa a punto di prodotti finali, focalizzate su materiali compositi e tecnologie innovative, sostanze chimiche estratte da scarti di biomasse, riciclo e recupero di polimeri termoplastici e termoindurenti.

L’investimento complessivo, pari a circa 11,5 milioni di euro, verrà sostenuto da un cluster composto da 21 imprese, per la maggior parte pmi,  oltre che dall’Università degli Studi di Camerino, dall’Università Politecnica delle Marche di Ancona, dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dalla Fondazione Cluster Marche e dall’ENEA che aprirà la sua prima sede nell’area del cratere durante la realizzazione dell’investimento.

Si prevedono percorsi di formazione all’interno del laboratorio per specializzare diplomati e/o laureati che concluderanno il percorso formativo presso le imprese facenti parte della piattaforma e del tessuto produttivo regionale, e per dare luogo a percorsi di dottorato industriali ed innovativi sui temi dell’economia circolare,  adattando l’offerta formativa sulla base delle richieste delle imprese.

Oltre 6,4 milioni le risorse finanziarie disposte dal POR FESR MARCHE per contribuire alla realizzazione di questo programma strategico” – sottolinea l’Assessora Manuela Bora - Ancora una volta la chance del fondi europei dedicati al cratere è di fondamentale importanza per rilanciare le aree colpite del terremoto soprattutto nell’attuale emergenza pandemica da COVID-19, in quanto potrà favorire, in un contesto produttivo caratterizzato da processi di riconversione degli asset aziendali, la nascita di un nuovo driver di sviluppo che faccia da volano per il rilancio di tutto il territorio regionale”.

 

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Casi di Successo
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