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I risultati dell'Artathon, maratona creativa per rispondere alla sfida lanciata dalla Regione Marche

Nel corso della terza edizione di art+b=love(?), il primo festival italiano dedicato al potere innovatore dell’arte, la Regione Marche e 16 professionisti marchigiani sono stati protagonisti dell’Artathon, la maratona di progettazione creativa ideata da Sineglossa.

In un festival che racconta la capacità dell’arte di contaminarsi con ambiti apparentemente distanti – economia, società, scienza – la parola chiave dell’Artathon non poteva non essere contaminazione.

A differenza delle competizioni dedicate a specifici settori, l’Artathon valorizza la collaborazione tra competenze eterogenee: i 16 partecipanti provenivano, infatti, dall’architettura e dal design, dall’IT e dalla comunicazione.

Proprio come avviene nella ricerca artistica, l’Artathon pone inoltre una speciale attenzione sulle competenze identitarie e trasversali – le soft skills – dei professionisti, spesso sottovalutate rispetto alle competenze tecniche. I team sono stati costituiti mediante una metodologia che individua la principale soft skill dei partecipanti – capacità di guidare e motivare gli altri, capacità di trovare soluzioni creative, capacità di razionalizzare i problemi – e stimola di conseguenza la formazione di gruppi bilanciati dal punto di vista delle capacità personali.

Per due giorni, i tre team hanno progettato, immaginato e creato, coadiuvati dagli interventi formativi di Alessia Tripaldi, responsabile formazione di Sineglossa, e dal tutoraggio di Serena Fagnocchi e Tommaso Sorichetti.

L’obiettivo era rispondere alla sfida lanciata dalla Regione Marche: ideare il contesto espositivo per raccontare le Marche all’Expo Dubai 2020, a partire dalla suggestione di tre parole chiave – Acqua, Luce, Musica.

Domenica 19 maggio, nel corso di uno show pubblico, i progetti sono stati esposti alla giuria, presieduta da Patrizia Sopranzi, Dirigente del Servizio Attività Produttive Lavoro e Istruzione, affiancata da due eccellenze dell’imprenditoria marchigiana: Paolo Buroni, Visual Designer e Presidente di Stark, e Piergiovanni Ceregioli, Cultural Research Center Director e Branding & Communication Director di iGuzzini illuminazione.

Dalla bolla che rappresenta la capacità di accogliere e integrare delle Marche all’onda come elemento di propagazione di un’energia culturale, tecnologica e creativa, le tre squadre hanno raccontato la Regione secondo visioni, immagini e interpretazioni differenti.

Il premio – un weekend in un agriturismo marchigiano – è andato al progetto WEhAVE MARCHE, ideato dall’omonimo team composto da Sabina Angelelli (designer), Giorgio Liberini (responsabile IT), Roberta Manzotti (visual designer), Maura Mengoni (professore associato in Disegno e Metodi dell’Ingegneria Industriale), Alessandra Panzini (architetto e progettista in ambito museale e culturale).

“WEhAVE”, racconta il team, “è un concept per rappresentare in modo efficace e innovativo la forza imprenditoriale e le qualità specifiche di una regione che esprime il suo brand tra tradizione e innovazione.

L'intreccio (weaving), inteso come interconnessione di senso che esiste tra le imprese, il territorio e la sua cultura, e l'onda (wave) che trasporta vibrazioni di energia che trasformano ed evolvono i processi e i prodotti del territorio (e che è anche l'elemento che accomuna la Luce, l'Acqua e la Musica), si trasfondono nel concept visivo e architettonico del progetto, diventando una farfalla che metaforicamente raggiunge e sorprende Dubai.

Un percorso che gioca tra trame che creano superfici di luce e di proiezione, esperienze narrative interattive e fortemente emozionali”.

A seguire alcune immagini e videoclip della due giorni di Artathon: i team al lavoro, lo show pubblico con esposizione dei progetti e premiazioni.

 

 

 

 

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