Marche Innovazione

Portale dell'innovazione nella Regione Marche

Smart Specialisation Strategy

I luoghi dell'innovazione e della ricerca nella Regione Marche

Relativamente alle quattro università, l’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli Studi di Camerino risultano prevalentemente specializzate nelle discipline tecniche e scientifiche, mentre l’Università degli Studi di Macerata nelle scienze sociali ed umane; l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo vede, invece, un bilanciamento fra scienze umanistiche e sociali e scienze hard. 

Osservando le attività scientifiche delle Università Marchigiane, si rileva una complementarietà dei ruoli tra gli atenei riguardo a ricerca di base, applicata e sviluppo sperimentale. Le Università di Urbino e Camerino, dove prevalgono le scienze dure, svolgono un’intensa attività di ricerca di base.  La Politecnica, coerentemente con la presenza delle facoltà di Ingegneria, Medicina, Agraria e Biologia, ha una più marcata propensione alla ricerca applicata e allo sviluppo sperimentale. L’Università di Macerata, essendo specializzata nelle scienze umanistiche e sociali, svolge un’attività di ricerca funzionale, di supporto e a completamento rispetto alle progettualità tecniche.

In particolare, si segnala che la Politecnica delle Marche è un centro di relativa specializzazione nelle NBIC - acronimo che indica le seguenti discipline: nanotecnologie, biotecnologie, ICT e tecnologie nelle scienze cognitive[1]. Questa relativa specializzazione riveste un’estrema importanza per il territorio marchigiano per due ordini di ragioni: da un lato indica una potenzialità del capitale umano e della specializzazione scientifico-tecnologica da poter sviluppare, almeno in parte, in un’ottica di Smart Specialisation; dall’altro, come si evidenzia nella mappa, nell’Area Mediterranea, Ancona risulta essere uno dei pochi centri di una certa rilevanza (cfr. studio ESPON FOCI e SIESTA).

Tale propensione all’attività di ricerca nei settori NBIC è anche testimoniata dall’analisi del database dei progetti del Settimo Programma Quadro, dal quale si rilevano come ambiti di ricerca più frequenti quelli dell’ICT, delle biotecnologie e nutrizione, le nanoscienze, nanotecnologie e nuovi materiali.

 


[1] L’indicatore di specializzazione relativa è calcolato dalla quota di ricercatori in tali discipline rispetto alla popolazione del centro urbano. I centri urbani presi in considerazione sono i soli  FUA (FUA – Functional Urban Area, EUROSTAT –URBAN AUDIT) che raggiungono i 100.000 abitanti e che sono capoluoghi amministrativi.

Nel contesto regionale, si trovano anche due centri di ricerca pubblici: il CNR (Consiglio Nazionale Ricerca) / ISMAR (Istituto di Scienze Marine) con sede ad Ancona; il CRA, l’Unità di ricerca per l’orticoltura con sede a Monsampolo del Tronto.  In tutti e due i casi si tratta di strutture di ricerca rivolte al settore primario dell’economia (agricoltura e pesca) mentre non vi sono strutture di ricerca dedicate all’industria o al terziario.

 

Da evidenziare la presenza nel territorio regionale dell’INRCA “Istituto Nazionale di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” di Ancona , sede del network nazionale “Italia Longeva – Rete Nazionale di Ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva”, che si occupa da anni di migliorare la salute e il benessere degli anziani, e più specialmente delle persone fragili e non autosufficienti. L’Istituto, oltre a perseguire l’eccellenza delle prestazioni assistenziali erogate nelle sue strutture sanitarie, ha sviluppato competenze altamente specialistiche nel campo della ricerca scientifica sulle tematiche inerenti l’active ageing e l’ambient assisted living e sulle tecnologie per favorire l’autonomia della popolazione anziana. L’Istituto si è occupato della realizzazione del progetto “Casa intelligente per una longevità attiva ed indipendente dell’anziano”, in base ad un accordo stipulato con la Regione Marche, al fine dello sviluppo e dell’ implementazione di soluzioni tecnologiche innovative negli ambiti della domotica, della sensoristica, della meccanica avanzata e dell’ICT, in grado di rispondere ai bisogni della popolazione anziana stimolandone l’interazione e la partecipazione attiva  nell’ambiente domestico assistito.

Per quanto riguarda la formazione imprenditoriale e manageriale si segnala, infine, la presenza dell’ISTAO (Istituto Adriano Olivetti) di Ancona quale prestigiosa scuola di pensiero degli scenari economici e sociali, con il preciso scopo di formare figure di responsabilità e leader nella gestione dell’economia e delle imprese coerenti con le caratteristiche socio-economiche del territorio e del tessuto imprenditoriale. L’ISTAO svolge anche un ruolo di traduttore di stimoli ed idee progettuali in attività operative di analisi, programmazione e formazione sul territorio a supporto di interlocutori privilegiati quali istituzioni (in primis la regione Marche), Università ed imprese.

Il sistema della ricerca nelle Marche vede, inoltre, la presenza di un sistema complementare di strutture di trasferimento tecnologico, private e miste (pubblico private), che si articolano prevalentemente attraverso una densa rete di Centri di innovazione e trasferimento tecnologico: 

  • due centri di trasferimento tecnologico pubblico-privati: Cosmob, con sede a Pesaro, specializzato per il settore legno – arredo; Meccano, con sede a Jesi e Fabriano, specializzato nei settori meccanico ed elettronico.
  • quattro uffici di trasferimento tecnologico Industrial Liaison Office (ILO) delle Università.
  • un centro di servizi nell’ambito delle CCIAA il centro PatLib della CCIAA di Ancona.
  • due incubatori/acceleratori certificati: JCube di Jesi e The Hive, di Ancona con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di imprese innovative nei settori più avanzati (science based) ed altre strutture che offrono servizi di incubazione;
  • un laboratorio umanistico per la creatività e l’innovazione (LUCI), avviato dall'Università di Macerata, che pone l’accento sulle opportunità di fare impresa partendo da un percorso formativo e da un bagaglio culturale legati alle scienze umane e sociali.

Fanno parte del sistema regionale della ricerca anche gli spin-off universitari (69 nelle Marche)[1] che costituiscono una modalità attraverso la quale i risultati della ricerca svolta nelle Università e negli altri centri pubblici di ricerca trovano una diretta valorizzazione in attività di impresa.

I Cluster tecnologici della Regione Marche sono aggregazioni di università, istituti di ricerca, centri di innovazione e imprese finalizzati a:

  • migliorare l’interazione e l’integrazione di competenze e tecnologie negli ambiti della Smart Specilisation Strategy;
  • rafforzare la competitività degli ecosistemi dell’innovazione;
  • favorire l'attrazione di talenti e investimenti;
  • promuovere la valorizzazione economica della ricerca e il trasferimento tecnologico verso il sistema delle imprese;

al fine della crescita economica intelligente del territorio regionale e dell'intero sistema economico nazionale.

Il Cluster Agrifood intende mettere a sistema il mondo agro-alimentare e di cooperare per l’individuazione di percorsi comuni verso l’innovazione basata sulla ricerca, integrando e trasferendo conoscenza, promuovendo e catalizzando progettualità che rispondano ad esigenze di innovazione. L’associazione di riferimento e Agrifood Marche di Ancona.

Il Cluster Fabbrica Intelligente si pone l’obiettivo di sviluppare e attuare una strategia basata sulla ricerca e sull’innovazione in grado di consolidare e incrementare i vantaggi competitivi nazionali e, al contempo, di indirizzare la trasformazione del settore manifatturiero italiano favorendo l’applicazione di nuovi sistemi di prodotto, processi  e tecnologie innovativi, coerentemente con le principali piattaforme strategiche dell’Unione Europea. L’associazione di riferimento è Marche Manufacturing di Ancona.

Il Cluster Tecnologie per gli ambienti di vita  mira allo sviluppo di conoscenze, soluzioni tecnologiche, impianti, costruzioni e prodotti altamente innovativi che, secondo uno schema di Ambient Intelligence ed Ambient Assisted Living, permettano di ridisegnare l'ambiente di vita domestico in modo da garantire l'inclusione, la sicurezza e l'ecosostenibilità. L’associazione di riferimento è e-Living di Ancona.

La mission comune è incrementare la competitività delle imprese marchigiane, creando occasioni di sinergia, trasferendo conoscenze tra i diversi attori coinvolti e facilitando le imprese nella ricerca di finanziamenti.